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Il commissario Cazzavillani: il giallo e l’ italiano regionale

cazzavillani

ARGOMENTI:

  • il racconto giallo
  • il rapporto tra letteratura e internet
  • l’ italiano regionale meridionale per studenti di italiano L2/LS (preferibilmente, ma non necessariamente, di livello AVANZATO – C1/C2, per un più articolato discorso sulle varietà dell’ italiano)

 

 

Nel suo blog  Oreste Patrone dà vita ad un commissario del tutto particolare, molto lontano dai personaggi integerrimi e senza macchia, cui ci ha abituato il genere giallo, soprattutto quello contemporaneo.

Si tratta del Commissario Cazzavillani, di stanza al Commissariato di Pubblica sicurezza della città di Teresina a Mare.

Ecco come ce lo presenta l’ autore:

 

Evaristo Cazzavillani nasce a Caserta il 13 aprile 1970, da Settimio Cazzavillani e Rosalba Scazzini.

Ha una sorella maggiore, Annarita, che vive al nord.

Dopo una carriera scolastica costellata di pessimi voti, cazziatoni quasi giornalieri degli insegnanti e miracolosi recuperi dell’ultimo quadrimestre, approda all’università dove – chi sa come (anche se qualcuno sostiene che il commissario sia meno stupido di quello che vuole far credere) – consegue la laurea in giurisprudenza che gli aprirà le porte per il concorso il Polizia, che vince diventando vicecommissario.

Al termine di una breve parentesi nordica, promosso commissario, torna nella sua adorata Caserta per assumere la guida del Commissariato di Pubblica sicurezza della città di Teresina a Mare.

Da qui in avanti, finisce il mito ed inizia lo scuorno.

L’ utilizzo didattico dei racconti di Patrone non si esaurisce solo come spunto per riflettere sul genere di appartenenza o sul rapporto tra letteratura e internet (a proposito: Cazzavillani ha anche l’ account Facebook!).
Risulta infatti assolutamente adeguato per chi voglia presentare campioni di italiano regionale (in questo caso meridionale-campano).
La lingua di questi racconti è infatti molto  simile a quella parlata, con una maniera di esprimersi semplice ma assolutamente non scontata, (una soluzione condivisa con molti dei migliori autori contemporanei), su cui si innestano tratti tipicamente o del tutto dialettali come nel pezzo che segue, dove si spazia dalla Coppa del Nonno a Matheson:

È così buono che il commissario chiude gli occhi, mente lo assapora. Ripensa a quello che ha detto Mennella, che a Teresina quel gelato non lo mangia nessuno.

Scuote la testa.

– Nun capit’ ‘nu cazz.

E riprende a mangiare.

È come l’ultimo uomo sulla terra del romanzo di Matheson: l’ultimo che mangia la Coppa del Nonno.

Cazzavillani è leggenda.

Di sicuro una lettura che apprendenti di livello C1/C2, siano essi studenti adolescenti, universitari o anche migranti, troveranno interessante e stimolante, proprio perché una delle caratteristiche di questi racconti è in realtà quella di trovare uno spunto per divertirsi con la scrittura, e quindi far divertire con la lettura.
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A proposito di Matheson, su Vimeo c’è questo video in spagnolo, realizzato da  Koosuke Furuya, in cui si offre una presentazione del romanzo I am legend attraverso un’ animazione a cartoni animati e una voce narrante che presenta la trama del romanzo: ottimo per un’ attività di motivazione.
Soy Leyenda Richard Matheson from Koosuke Furuya on Vimeo.

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2 Responses to “Il commissario Cazzavillani: il giallo e l’ italiano regionale”

  1. Oreste Patrone
    5 ottobre 2013 at 22:09 #

    Apprendo solo oggi di questo articolo dedicato al mio commissario. Il Blog ha chiuso da un po’, ma ringrazio ugualmente l’autore, di vero cuore, per questa citazione.

  2. iolanz
    20 ottobre 2013 at 17:27 #

    Grazie a Lei per il fantastico Commissario!