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Renato Fucini

Da Vietri ad Amalfi dopo monti di lava, incanto, paradiso, sbaglio del Creatore, voglia di gridare applaudendo a l’autore, mi trattiene il timore di offendere la sua mdestia; eden, eliseo, stupore, maraviglia, sbalordimento.

 

Dio nel fare l’ Italia deve essersi entusiasmato dall’ Alpi venendo in giù perché è troppo visibile il crescit eundo.

 

Napoli, ad onta di tutte le descrizioni fattene da fantasie esaltate, è il paese che non offre disillusione al visitatore perché superiore a qualunque immagine uno se ne sia formato.

 

La prima impressione che si riceve entrando in Napoli, è quella d’una città in festa. Quel chiasso, quello strepito, quella turba di veicoli e di pedoni che si affollano per le vie, ti sembra, a prima vista, che debba essere cosa transitoria, un fatto fuori dell’ ordinario, una sommossa, una dimostrazione o che so io. […]

Ti senti portato a prender parte alla entusiastica dimostrazione, ad applaudire, a gridare – evviva! – ma a chi? La scena che si svolge davanti ai tuoi occhi non ha nulla di eccezionale, nulla di straordinario; la calma è perfetta, nessuna forte passione politica agita in questo momento la città; ognuno va per le sue faccende, parla de’ suoi affari; è una giornata come tutte le altre, è la vita di Napoli nella sua perfetta normalità e nulla più.

 

Strano paese è questo! Quale impasto bizzarro di bellissimo e di orrendo, di eccellente e di pessimo, di gradevole e di nauseante!

 

Sul Vesuvio:

Il demonio della distruzione sotto i piedi; il paradiso davanti agli occhi…aspetto infernale della vista che la fantasia di Dante non ha saputo ideare.

1877