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Vladimiro Bottone&Daniele Sanzone

“Sono come Napoli, i sogni: crediamo di abitarvi ed, invece, sono loro ad abitare noi, ad invaderci e ad invasarci, a possederci, a vessarci, secondo arbitrio”.

 

“…questo paese che è malattia, anche nei brevi interludi tra una peste e l’altra, un colera e l’altro. Un’anomala malattia, che ammalia – e ti sfinisce – con certe sfioriture dolci di profumo. Un morbo, capacissimo si somministrarsi come fosse farmaco…”

(V.Bottone, L’ospite della vita)

 

Il romanzo di Bottone è sul soggiorno napoletano di Leopardi

“Spesso penso che il napoletano è come se avesse una colpa da estirpare. Colpevole di essere nato in questa terra, dove nessuno può considerarsi completamene innocente e tutti sono ugualmente colpevoli; rassegnati e assuefatti a questo sole amaro che ci scalda sino a farci bruciare e, nonostante ciò, è come se non riuscissimo a farne a meno, come in un incantesimo, ipnotizzati e accecati dai suoi falsi raggi. Un delirio collettivo che fa spavento…”

(D. Sanzone, La Ferita)

 

La ferita, racconti per le vittime                 innocenti di camorra,      ed. ad est dell’ equatore